MP3, questo sconosciuto?

I lettori mp3 hanno ormai preso il posto dei vecchi walkman e, in buona parte, anche dei lettori CD portatili.lezmp3.jpg

Ma cosa significa “mp3″?
Una delle tante sigle dell’informatica che è entrata a pieno titolo nella vita di tutti i giorni, e che vale la pena di conoscere meglio.

I formati.
Partiamo dalla terminologia: si parla spesso di formati audio e video e, nello specifico, di “musica in formato mp3″. Cosa si intende per formato? Per capire questo elemento base dobbiamo riallacciarci alla digitalizzazione delle informazioni. In particolare, abbiamo visto come la conversione digitale di suoni, immagini e video comporti

complicazioni maggiori rispetto al “normale” testo. Il concetto di formato è legato a queste tecniche, utilizzate sia per ottimizzare il risultato finale che per ridurre lo spazio necessario sul file, la cosiddetta compressione. In concreto, i formati sono tipi diversi di file con caratteristiche peculiari e noti generalmente per la diversa estensione (le tre lettere finali del nome del file). Avremo pertanto diversi formati per le immagini (ad esempio bmp, jpg, gif), per i suoni (ad es. wav, wmf, mp3) e video (as es. mov, mpg, avi). E’ un po’ lo stesso concetto riferito ai tipi di file, legati ad una specifica applicazione di Windows (ad es. doc per i documenti di Microsoft Word, xIs per Excel ecc.): anche questi sono formati.

Il nome: mp3.
mp3_01.gifMP3 sta per “MPEG Layer-3″ (MPEG livello 3). MPEG a sua volta deriva da un gruppo di lavoro che si è occupato dello sviluppo di sistemi per la compressione dei video. Il formato video mpg (letto e a volte anche scritto “mpeg”) è il risultato del lavoro di questo gruppo (MPEG sta per Moving Picture Experts Group). In pratica il livello (layer) 3 del sistema di compressione MPEG è quello dedicato al suono (nei video, generalmente, c’è anche l’audio, no? :-) ), da qui mp3 come sigla del formato.

La digitalizzazione dei suoni
Si è detto che, per ottenere una versione digitale soddisfacente di un brano musicale (ad esempio per ottenere un CD) è necessario eseguire il campionamento del segnale audio 44100 volte al secondo (si dice “a 44,1Khz”). Considerando che per ogni campione si usano16 bit e che il tutto va eseguito due volte (vogliamo ascoltare musica stereo, vero?) il file risultante è decisamente ingombrante (si dice “pesante”): circa 172Kbytes per ogni secondo di musica, un brano di 4 minuti occuperebbe pertanto più di 40Mbyte!

La compressione
I file mp3 sono invece molto più compatti: da 2/3 a 6/8 Mbyte al massimo. Come si ottiene questo straordinario rimpicciolimento? La risposta sta nel concetto di compressione ovvero nel tentare di ridurre al minimo la quantità di informazioni contenute nel file. Nel caso dell’audio, la compressione parte da un presupposto legato alla cosiddetta psicoacustica: in sintesi, la consapevolezza che l’orecchio umano percepisce in modo diverso le varie frequenze presenti nei suoni, a diversi livelli di altezze dei suoni stessi. In pratica, considerando come i suoni sono realmente percepiti, è possibile eliminare dal file digitalizzato una serie di informazioni “inutili”, relative a suoni che comunque non sarebbe uditi o, meglio, la cui mancanza non viene generalmente percepita (almeno da ascoltatori dotati di una “normale” sensibilità).
L’encoding
I programmi che, partendo dall’audio digitalizzato non compresso, creano il file mp3 si chiamano “encoder”. Sono basati su un complesso algoritmo, fondato su procedimenti matematici di alto livello. Se utilizziamo un software per la manipolazione di audio (ad esempio l’ottimo Open Source Audacity) e questo prevede l’esportazione in formato mp3, sicuramente il nostro software include un encoder mp3.

La qualità dei file mp3
I file mp3 sono, in ogni caso, copie dell’audio originale digitalizzato di minore qualità, a causa della inevitabile perdita di informazioni causata dalla compressione. Si tratta in pratica di una soluzione di compromesso tra dimensioni del file e qualità del suono. La qualità complessiva percepita dipende, tuttavia, dall’ascoltatore: un orecchio allenato può essere in grado di distinguere la differenza tra un CD e un mp3, anche di buona qualità…
Gli mp3 sono tutti uguali?
No, può capitare di trovare file mp3 di qualità molto differente, in funzione di diversi parametri come la bontà dell’encoder ed, in particolare, il cosiddetto bitrate. Il bitrate rappresenta la quantità di informazioni che il file può trasmettere in una unità di tempo: la sua “unità di misura” è infatti espressa in Kbit/sec (Kbit al secondo). Più questo valore è alto, più la qualità è elevata e, di conseguenza, anche la dimensione del file cresce. Iil minimo per ottenere una resa di buona qualità, paragonabile alla qualità CD, è 128Kbit/sec. E’ utile, pertanto, verificare questo valore tra le proprietà dei file mp3 che utilizziamo e, in caso di scelta tra più alternative, selezionare quella con il valore più alto, compatibilmente con le esigenze di spazio.
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  • Selezionare un file mp3 sul proprio computer, visualizzare le proprietà (click con il pulsante destro, Proprietà, scheda Riepilogo) e verificare il parametro bitrate (la discutibile traduzione italiana è “Velocità in bit”).
  • Sempre “curiosando” tra le proprietà dei file mp3, osservate la presenza di informazioni quali l’autore, il titolo del brano, il titolo dell’album e altre ancora. Sono i cosiddetti tag, ovvero informazioni aggiuntive incorporate nel file che servono, ad esempio, per visualizzare il titolo sul disoplay del lettore…
  • Provare ad ascoltare alcuni file con bitrate diversi, cercando di cogliere la relazione tra qualità del suono e ampiezza del bitrate.

Che computer compro?

“Devo acquistare il computer per mio figlio: mi consigli un portatile o uno da tavolo?”

“Ho visto la pubblicità del PC XYZ: va bene per il mio ufficio?”

“Sai, i film scaricati da Internet occupano molto spazio…”

Alzi la mano quell’esperto (vero o sedicente tale ;-) ) di informatica che non si è mai sentito interpellare da amici e parenti in occasione di acquisti imminenti di computer, specialmente a ridosso di compleanni di figli, Natale, diplomi, promozioni e ricorrenze varie!!

Questa nanolezione vuole provare da un lato ad alleviare l’impegno di questi poveri esperti /consiglieri e dall’altro a nobilitare tutti gli altri, quelli che, a loro dire, “non ci capiscono niente di computer, tu che ci lavori invece…” che potranno, a questo punto, farsi un’idea da sé (salvo chiedere al solito esperto: “ho letto che…. ma è vero?”).
Ecco quindi una nanoguida all’acquisto, costruita secondo le convinzioni personali dell’autore e diretta a neofiti (pertanto qualche espertone di passaggio è più che autorizzato a storcere il naso…). Può essere utile anche a chi il computer ce lo ha già (beh, altrimenti non potrebbe leggerla ;-) ) per riflettere sull’oggetto che ha tra le mani…
Ho deciso di utilizzare la metafora dell’automobile per rendere in modo più immediato alcuni concetti. Come nel caso delle auto, infatti, i computer sono macchine complesse, costituite da componenti obbligatori e facoltativi (nelle macchine si chiamano optional, vero?) alcuni dei quali sono incompatibili tra loro (ad esempio, non potete montare pneumatici da fuoristrada su un’auto normale e viceversa).

002-anatomy-of-an-automobile.jpgPossiamo immaginare il nostro computer come un’automobile, con la sua carrozzeria (ovvero portatile o desktop), il suo motore (ovvero il microprocessore), il tipo di abitacolo per i passeggeri (ovvero la memoria RAM), il bagagliaio (l’hard disk), il cruscotto (il monitor) e altri accessori come climatizzatore, cerchi in lega e altri ancora (scheda video, monitor, altre schede aggiuntive).

Ora, la domanda è: dovendo acquistare un auto è più importante il motore, il tipo di carrozzeria, l’abitacolo o il bagagliaio? Ehh, non è facile rispondere, dipende dall’uso previsto.

Esattamente come nei computer! Allora, uscendo progressivamente dalla metafora:

1) La carrozzeria, ovvero portatile o desktop/da
tavolo. Ci sono ormai poche ragioni per preferire ancora un PC da tavolo. I portatili consentono di risparmiare spazio, sono …portatili (!) e ormai anche abbastanza economici. Certo, sono più limitati come possibilità di espansione ma un utente poco esperto difficilmente si cimenterà con schede aggiuntive e modifiche. Del resto anche nelle auto il tuning è cosa per pochi appassionati!

2) Il motore, ovvero il microprocessore, è davvero importante soltanto se intendiamo usare il PC per applicazioni che richiedono calcoli intensivi, come la grafica, la manipolazione di video e alcuni videogiochi molto complessi. pentium4.jpgNegli altri casi non conviene spendere per avere l’ultimissimo modello di processore (comunque destinato ad essere sorpassato in pochi mesi) ma può bastare il …penultimo… specialmente se il PC è destinato al comune uso d’ufficio. Altre indicazioni:

  • AMD o Intel? Sono le uniche due marche di processori per PC sul mercato, si inseguono a vicenda con annunci mirabolanti e, spesso, anche carte bollate, consentono a schiere di super-esperti di discutere all’infinito su quale sia il migliore (provate a fare una ricerca su Google per “AMD o Intel”). E’ un po’ la solita diatriba del tipo “Coppi o Bartali”: non so cosa consigliare, personalmente ho sempre acquistato PC con processori Intel, ma probabilmente sono soltanto un banale conformista :-) .
  • sui portatili è meglio avere processori specifici per questo tipo di computer. Per esempio tutta la serie dei processori con l’indicazione “Mobile” (ad esempio gli Intel Centrino e Centrino Duo o gli AMD targati Mobile) sono progettati appositamente. Al contrario, il rischio è di avere un portatile che scalda molto con una ventola sempre in moto, spesso molto rumorosa.

dimm.jpg3) L’abitacolo ovvero la memoria centrale, detta anche RAM. Sul significato di questa sigla probabilmente ritorneremo in un prossimo post, in questa sede basti ricordare che, nella maggior parte dei casi, la RAM è l’elemento più importante del PC: è sempre meglio abbondare, magari investendo in un’espansione di memoria quanto risparmiato alla voce “processore”. Specialmente per lavoro d’ufficio e navigazione Internet, è molto meglio avere un PC con 1 o anche 2Gbyte di RAM e magari un processore non velocissimo. La RAM non è mai abbastanza, la velocità percepita dall’utente dipende in massima parte da questo componente. Abbondate!!!
hd1.jpg4) Il bagagliaio ovvero l’hard disk. Qui la scelta di solito non è difficile perchè ormai le dimensioni di questo componente sono decisamente enormi, almeno in apparenza. Un disco da 80Gbyte può sembrare gigantesco ma, se ricordiamo quanto spiegato a proposito della digitalizzazione di immagini, suoni e video, può diventare rapidamente troppo piccolo se il lavoro principale a cui è destinato il nostro PC è lo scarico di musica e film o, peggio, il montaggio video. In questi casi si può allora aumentare al massimo la dimensione dell’hard disk (considerato anche il costo limitato) o anche aggiungere un hard disk esterno: si collegano alla porta USB e possono essere di dimensioni davvero enormi. Nell’ambito “bagagliaio” rientra sicuramente anche l’unità CD/DVD: ormai si parla soltanto di DVD e, ovviamente, sceglieremo un’unità che ci consenta di masterizzare i nostri dischi.
5) Il cruscotto ovvero lo schermo o monitor. Non esiste più alcuna ragione sensata per non acquistare un monitor piatto (LCD). I prezzi sono ormai più che abbordabili e la qualità è generalmente buona. Ovvio: se si prevede di passare molte ore davanti al PC si spenda qualcosa in più per questo componente, gli occhi saranno grati. Se stiamo pensando ad un portatile, la scelta è obbligata (solo LCD!) ma potremo scegliere la dimensione, dai 14 ai 15 pollici e anche oltre, con gli schermi panoramici 16/9, adatti alla visione di film ma anche all’uso d’ufficio, specialmente con i fogli elettronici (si vedono moltissime colonne in più!).

6) Optional: prima di tutto la scheda video. Soprattutto se intendiamo giocare con il PC ma anche se vogliamo utilizzarlo per vedere film conviene spendere qualcosina in più per questo componente, richiedendo un modello superiore a quello standard solitamente inserito. Poi la scheda audio, per la quale vale lo stesso ragionamento. E’ ovvio che se l’uso prevalente del nostro PC è il lavoro d’ufficio con soltanto occasionali puntate nel multimedia, il discorso cambia, a favore di altri componenti. Altre schede aggiuntive, come sintonizzatore TV, radio e altre ancora, sono totalmente a piacere, così come la webcam. Nel caso dei portatili è frequente ormai l’assenza del floppy disk: sinceramente con la diffusione delle chiavette USB non se ne sente la mancanza, la sua era è finita!

E’ tutto? Per ora sì, certo un vero esperto vi avrebbe parlato forse anche di motherboard, di chipset e altri tecnicismi… Certo, sono elementi importanti, ma si può anche fare finta di non sapere che esistono :-)

E il software? Beh, limitandoci al sistema operativo, pragmaticamente direi che per un principiante la scelta di Windows (XP o il prossimo Vista) pare obbligata, tra l’altro nella maggior parte dei casi si trova pre-installato… Per gli applicativi il discorso è più complesso e merita una lezione a parte (prossimamente).

Esercizio

  • Procuratevi un depliant di computer e provate ad esaminarlo criticamente, secondo le indicazioni date. Quale sarebbe la vostra scelta migliore?