Che computer compro?
18-Ott-06
“Devo acquistare il computer per mio figlio: mi consigli un portatile o uno da tavolo?”
“Ho visto la pubblicità del PC XYZ: va bene per il mio ufficio?”
“Sai, i film scaricati da Internet occupano molto spazio…”
Alzi la mano quell’esperto (vero o sedicente tale
) di informatica che non si è mai sentito interpellare da amici e parenti in occasione di acquisti imminenti di computer, specialmente a ridosso di compleanni di figli, Natale, diplomi, promozioni e ricorrenze varie!!
Questa nanolezione vuole provare da un lato ad alleviare l’impegno di questi poveri esperti /consiglieri e dall’altro a nobilitare tutti gli altri, quelli che, a loro dire, “non ci capiscono niente di computer, tu che ci lavori invece…” che potranno, a questo punto, farsi un’idea da sé (salvo chiedere al solito esperto: “ho letto che…. ma è vero?”).
Ecco quindi una nanoguida all’acquisto, costruita secondo le convinzioni personali dell’autore e diretta a neofiti (pertanto qualche espertone di passaggio è più che autorizzato a storcere il naso…). Può essere utile anche a chi il computer ce lo ha già (beh, altrimenti non potrebbe leggerla
) per riflettere sull’oggetto che ha tra le mani…
Ho deciso di utilizzare la metafora dell’automobile per rendere in modo più immediato alcuni concetti. Come nel caso delle auto, infatti, i computer sono macchine complesse, costituite da componenti obbligatori e facoltativi (nelle macchine si chiamano optional, vero?) alcuni dei quali sono incompatibili tra loro (ad esempio, non potete montare pneumatici da fuoristrada su un’auto normale e viceversa).
Possiamo immaginare il nostro computer come un’automobile, con la sua carrozzeria (ovvero portatile o desktop), il suo motore (ovvero il microprocessore), il tipo di abitacolo per i passeggeri (ovvero la memoria RAM), il bagagliaio (l’hard disk), il cruscotto (il monitor) e altri accessori come climatizzatore, cerchi in lega e altri ancora (scheda video, monitor, altre schede aggiuntive).
Ora, la domanda è: dovendo acquistare un auto è più importante il motore, il tipo di carrozzeria, l’abitacolo o il bagagliaio? Ehh, non è facile rispondere, dipende dall’uso previsto.
Esattamente come nei computer! Allora, uscendo progressivamente dalla metafora:
1) La carrozzeria, ovvero portatile o desktop/da
tavolo. Ci sono ormai poche ragioni per preferire ancora un PC da tavolo. I portatili consentono di risparmiare spazio, sono …portatili (!) e ormai anche abbastanza economici. Certo, sono più limitati come possibilità di espansione ma un utente poco esperto difficilmente si cimenterà con schede aggiuntive e modifiche. Del resto anche nelle auto il tuning è cosa per pochi appassionati!
2) Il motore, ovvero il microprocessore, è davvero importante soltanto se intendiamo usare il PC per applicazioni che richiedono calcoli intensivi, come la grafica, la manipolazione di video e alcuni videogiochi molto complessi.
Negli altri casi non conviene spendere per avere l’ultimissimo modello di processore (comunque destinato ad essere sorpassato in pochi mesi) ma può bastare il …penultimo… specialmente se il PC è destinato al comune uso d’ufficio. Altre indicazioni:
- AMD o Intel? Sono le uniche due marche di processori per PC sul mercato, si inseguono a vicenda con annunci mirabolanti e, spesso, anche carte bollate, consentono a schiere di super-esperti di discutere all’infinito su quale sia il migliore (provate a fare una ricerca su Google per “AMD o Intel”). E’ un po’ la solita diatriba del tipo “Coppi o Bartali”: non so cosa consigliare, personalmente ho sempre acquistato PC con processori Intel, ma probabilmente sono soltanto un banale conformista
. - sui portatili è meglio avere processori specifici per questo tipo di computer. Per esempio tutta la serie dei processori con l’indicazione “Mobile” (ad esempio gli Intel Centrino e Centrino Duo o gli AMD targati Mobile) sono progettati appositamente. Al contrario, il rischio è di avere un portatile che scalda molto con una ventola sempre in moto, spesso molto rumorosa.
3) L’abitacolo ovvero la memoria centrale, detta anche RAM. Sul significato di questa sigla probabilmente ritorneremo in un prossimo post, in questa sede basti ricordare che, nella maggior parte dei casi, la RAM è l’elemento più importante del PC: è sempre meglio abbondare, magari investendo in un’espansione di memoria quanto risparmiato alla voce “processore”. Specialmente per lavoro d’ufficio e navigazione Internet, è molto meglio avere un PC con 1 o anche 2Gbyte di RAM e magari un processore non velocissimo. La RAM non è mai abbastanza, la velocità percepita dall’utente dipende in massima parte da questo componente. Abbondate!!!
4) Il bagagliaio ovvero l’hard disk. Qui la scelta di solito non è difficile perchè ormai le dimensioni di questo componente sono decisamente enormi, almeno in apparenza. Un disco da 80Gbyte può sembrare gigantesco ma, se ricordiamo quanto spiegato a proposito della digitalizzazione di immagini, suoni e video, può diventare rapidamente troppo piccolo se il lavoro principale a cui è destinato il nostro PC è lo scarico di musica e film o, peggio, il montaggio video. In questi casi si può allora aumentare al massimo la dimensione dell’hard disk (considerato anche il costo limitato) o anche aggiungere un hard disk esterno: si collegano alla porta USB e possono essere di dimensioni davvero enormi. Nell’ambito “bagagliaio” rientra sicuramente anche l’unità CD/DVD: ormai si parla soltanto di DVD e, ovviamente, sceglieremo un’unità che ci consenta di masterizzare i nostri dischi.
5) Il cruscotto ovvero lo schermo o monitor. Non esiste più alcuna ragione sensata per non acquistare un monitor piatto (LCD). I prezzi sono ormai più che abbordabili e la qualità è generalmente buona. Ovvio: se si prevede di passare molte ore davanti al PC si spenda qualcosa in più per questo componente, gli occhi saranno grati. Se stiamo pensando ad un portatile, la scelta è obbligata (solo LCD!) ma potremo scegliere la dimensione, dai 14 ai 15 pollici e anche oltre, con gli schermi panoramici 16/9, adatti alla visione di film ma anche all’uso d’ufficio, specialmente con i fogli elettronici (si vedono moltissime colonne in più!).
6) Optional: prima di tutto la scheda video. Soprattutto se intendiamo giocare con il PC ma anche se vogliamo utilizzarlo per vedere film conviene spendere qualcosina in più per questo componente, richiedendo un modello superiore a quello standard solitamente inserito. Poi la scheda audio, per la quale vale lo stesso ragionamento. E’ ovvio che se l’uso prevalente del nostro PC è il lavoro d’ufficio con soltanto occasionali puntate nel multimedia, il discorso cambia, a favore di altri componenti. Altre schede aggiuntive, come sintonizzatore TV, radio e altre ancora, sono totalmente a piacere, così come la webcam. Nel caso dei portatili è frequente ormai l’assenza del floppy disk: sinceramente con la diffusione delle chiavette USB non se ne sente la mancanza, la sua era è finita!
E’ tutto? Per ora sì, certo un vero esperto vi avrebbe parlato forse anche di motherboard, di chipset e altri tecnicismi… Certo, sono elementi importanti, ma si può anche fare finta di non sapere che esistono
E il software? Beh, limitandoci al sistema operativo, pragmaticamente direi che per un principiante la scelta di Windows (XP o il prossimo Vista) pare obbligata, tra l’altro nella maggior parte dei casi si trova pre-installato… Per gli applicativi il discorso è più complesso e merita una lezione a parte (prossimamente).
Esercizio
- Procuratevi un depliant di computer e provate ad esaminarlo criticamente, secondo le indicazioni date. Quale sarebbe la vostra scelta migliore?
Lo sviluppo dei primi calcolatori elettronici e la comoda associazione dei simboli 0 e 1 con una serie di rappresentazioni fisiche interne ai computer (assenza/presenza di segnale o di corrente, polarità di un tipo o di un altro ecc.) hanno fatto il resto, rendendo il sistema di numerazione binario nuovamente popolare.

erano in grado di memorizzare testi: è sufficiente una tabella di conversione con la quale assegnare ad ogni lettera un numero corrispondente, come nei “codici segreti” con i quali si giocava da bambini. Una volta stabilito che la lettera “A” corrisponde al numero 41 (è un esempio!!), ogni volta che chiunque preme il tasto con la “A” sulla tastiera, da qualche parte nella memoria del computer viene inserito questo numero. Certo, le cose non sono proprio così semplici: ad esempio bisogna trovare un sistema di codifica che vada bene per tutte le lingue del mondo (pensiamo al cinese!!!). In ogni modo, la logica è elementare: una lettera = un numero formato da un certo numero di cifre. Attualmente si usano codici formati da 7/8 cifre (ad esempio il codice
Basta assegnare un codice numerico ad ogni diverso colore e..il gioco è fatto. Una immagine diventa così memorizzabile sotto forma di una sequenza di numeri. Da qui il nome bitmap=mappa di bit, ovvero numeri. Già, ma quanti numeri? La dimensione dipende dalla grandezza dell’immagine, dalla griglia più o meno fitta (si chiama anche risoluzione) e da quanti bit si usano per codificare il colore (si chiama anche profondità del colore). Più questi valori sono elevati (griglia molto fitta=alta risoluzione e molti bit utilizzati=grande profondità di colore) è più l’immagine digitalizzata sarà simile all’originale. Il risultato finale è generalmente un file di dimensioni piuttosto consistenti, in gergo si dice che le immagini pesano più del testo. Questa modalità di digitalizzazione è molto efficace per digitalizzare fotografie, meno per schemi e disegni tecnici. Le fotografie che si trovano sul Web e le foto scattate dalle fotocamere e dai telefonini sono tutte di tipo bitmap.
Il suono viene infatti “analizzato” molte volte per secondo (fino a 44.100 volte, come nel caso dei comuni CD musicali, e allora si dice che la frequenza di campionamento è di 44.100hz o 44,1Khz). Ognuno di questi “campioni” (da cui “campionamento”) costituisce dunque l’ormai consueto “elemento base” al quale si può finalmente assegnare un numero. In questo caso il numero rappresenta l’ampiezza del suono nell’istante considerato. Anche per i suoni è importante la profondità ovvero il numero di bit utilizzati per esprimere il valore dell’ampiezza del suono. E’ facile intuire come il peso di un file audio (come vengono spesso chiamati i suoni digitalizzati) sia ancora più elevato di quello, già rilevante, delle immagini. Il suono campionato è quello che ascoltiamo normalmente quando inseriamo un CD nello stereo di casa (a proposito, la capacità di un CD, circa 650Megabyte è proprio quella minima necessaria a contenere circa 74 minuti di musica campionata a 44Khz e con 16bit di profondita (il campionamento alla cosiddetta qualità-CD)! Non ci credete? Basta fare qualche moltiplicazione, provateci voi, vedi gli esercizi in fondo alla lezione)
